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Dilwica
una cacciatrice di anime uniche


Diario


17 novembre 2007

Viaggi...

Tira vento e si gela e inevitabilmente mi viene un’improvvisa voglia di montagna, di neve, di sci, di skipass e skilift. Ho voglia di stare sulle dolomiti, nel mio posto prediletto: il Latemar con il mio maestro di sci a scoprire nuovi percorsi sciistici. Quelle piste che tagliano i boschi, quasi sempre ghiacciate dove il profumo di resina di conifera si fonde con quello del burro cacao spalmato sulle labbra. Dove il sibilo del vento ti accompagna durante la discesa insieme a quello prodotto dal taglio che la lama dello sci produce al contatto con la neve battuta. Chiudo gli occhi e sento il rumore dei tornelli che ti lasciano passare su una seggiovia, il paesaggio che ammiri nel mentre sali, il tremore durante il passaggio delle rondelle di un pilone, le cime dei pini che spazzoli con gli sci e il tonfo sordo della neve che cade. E poi i rifugi alpini, il calore che trovi al loro interno, le bevande calde insieme alle pietanze caloriche che degusti e che ti riscaldano, la gente che incontri e che ri-conosci da un rifugio all’altro, da un impianto all’altro e lo scambio di avventure che si raccontano. Gli sci piantati sulla neve e gli scarponi rigidi che ti fanno camminare come un uomo sulla luna. E poi il paesaggio urbano, fatto di case di legno con i tetti ricoperti di coltri di neve soffice con le finestre decorate da pizzi tirolesi, finestre che all’imbrunire si colorano di giallo infondendo il calore e il tepore del fuoco nonché l’odore di qualche pietanza pronta per la sera. Paesi che all’imbrunire amavo scoprire nei loro meandri più nascosti dove scovare negozietti di oggettistica artigianale o pub da esplorare in serata con qualche amico. Ora se potessi scegliere starei là a godermi l’inizio di questa stagione invernale in qualche botteguccia tecnica a farmi spalmare di sciolina le piante degli sci affinché l’indomani scivolino veloci per il pendio regalandomi sensazioni uniche e indescrivibili che solo chi ama e conosce questo sport conosce. E passerei serate semplici in buona compagnia accanto a un camino scoppiettante e accogliente ad ascoltare storie e farle mie, a preparare dolci gustosi e/o a dedicarmi ai miei hobbies preferiti.


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permalink | inviato da Dilwica il 17/11/2007 alle 17:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (31) | Versione per la stampa


1 settembre 2007

Impressioni ed espressioni...

    La bottega ha riaperto…nonostante lo zaino sia ancora pieno delle intense emozioni accumulate…da riordinare con calma e lucidità, ma per questo userò il resto dell’anno per farle diventare parte di me per sempre. Ho visto posti meravigliosi e respirato profumi indescrivibili, ho lasciato che il mio sguardo si perdesse nell’orizzonte, a volte verde, a volte dorato, a volte blu; l’ho lasciato vagare da solo senza mai richiamarlo in compagnia dei miei pensieri scanditi dal tonfo ritmato delle mie scarpe che spettegolavano in continuazione con il brecciolino sottostante quando non della terra, arsa o fangosa e dell’acqua. Del resto erano in vacanza.
    
Ma soprattutto ho incontrato diverse persone e mi sono nutrita delle loro essenze come un vampiro, ed è qui che è racchiusa la magia del cammino, secondo me. Chi rimane affascinato da quest’esperienza , vi rimane perché incontra l’altro e la situazione lo pone in comunicazione con lui. L’altro che sull’autobus ci infastidisce con il suo parlottio al cellulare, l’altro che ci taglia la strada, l’altro che ci butta la polvere dal piano di sopra…l’altro che nel contesto quotidiano non tolleriamo e teniamo lontano…lo stronzo insomma di turno, ma che nel contesto vacanziero e/o modaiolo di un cammino come quello di Santiago accettiamo e viviamo come “fratello” perché come noi è sulla nostra stessa barca, ha le stesse vesciche e racconterà le nostre stesse avventure, magari in tedesco, francese o inglese. Ma per accettare l’altro non necessariamente si devono fare 800 km a piedi, né per credere si deve arrivare a Santiago. La chiesa dietro l’angolo va benissimo, Dio ci ascolta anche lì. Dopo essere tornata non la penso diversamente da quando sono partita: il cammino di Santiago è ormai un’avventura, fatta con lo spauracchio della fede ma solo un’avventura per i più. Per poterla raccontare, fotografare, mettersi alla prova e quant’altro. Un’antichissima tradizione che si è fatta moda consumistica. 
    Ovviamente non mancano le eccezioni “pure”, coloro che il cammino lo fanno per vera devozione o per voto, e dinnanzi a loro non rimane che inchinarsi profondamente…come il ragazzo che ho incontrato a 9 chilometri dall’arrivo in cattedrale. Io andavo e lui tornava, erano le 7.00 del mattino e la nebbia non permetteva grande visibilità, ero ancora in aperta campagna. La sua sagoma è comparsa dalla nebbia all’improvviso, portava un bastone a forma di croce e un sorriso, gli ho chiesto il perché tornasse indietro e in inglese mi ha detto: “Perché sto andando a Roma e poi a Gerusalemme”. Era Romeno ed era partito due mesi prima dalla Romania per Santiago quindi sarebbe andato a Roma e infine a Gerusalemme, tutto rigorosamente a piedi. Non ho potuto fare a meno di chiedergli una foto, solo nel sentirlo parlare le gambe hanno incominciato a cedermi e prima di morire volevo assolutamente un suo ricordo. Gli ultimi 8 chilometri li ho trascorsi pensando a come il giovane riuscisse a campare se sei mesi l’anno li trascorreva camminando, e tuttora me lo sto ancora chiedendo anche se quel sorriso e quella luce che aveva negli occhi davano già una risposta esauriente. Chapeau.

 


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permalink | inviato da Dilwica il 1/9/2007 alle 23:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa
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Il grande uomo

"Mantiene il suo modo di pensare indipendentemente dall'opinione pubblica.
E' tranquillo, calmo, paziente, non grida e non dispera.
Pensa con chiarezza, parla con intelligenza, vive con semplicità.
E' del futuro e non del passato.
Ha sempre tempo.
Non disprezza nessun essere umano.
Causa l'impressione dei vasti silenzi della natura: il Cielo.
Non è vanitoso.
Siccome non va in cerca di applausi, giammai si offende.
Possiede sempre più di quanto giudichi meritare.
E' sempre disposto ad imparare, persino dai bambini.
Vive nel suo proprio isolamento spirituale, laddove non giunge la lode nè la censura.
Ciononostante, il suo isolamento non è freddo: Ama - Soffre - Pensa - Comprende.
Quel che possiedi, denaro, posizione sociale, non significano nulla per lui.
Gl'importa solo quel che sei.
Disprezza la propria opinione non appena verifica di aver sbagliato.
Non rispetta usi stabiliti e venerati da spiriti taccagni.
Rispetta solo la Verità.
Ha la mente da Uomo ed il cuore da bambino.
Conosce sè stesso, tale qual è, e conosce DIO."

(C. Charuri)

Qualcuno disse:

"Solo due cose sono infinite:l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima" (Albert Einstein)
"Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole" (Ebert Hubbart)

Io c'ero 1...

Io c'ero 2...

 

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